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STATISTICHE E NUMERI SPIA

Come accennavamo nell’articolo precedente affermare che i numeri spia funzionano significa implicitamente affermare che estrazioni distinte, vicine nel tempo ma pur sempre vicine non sono fra loro indipendenti o almeno non lo sono completamente. Un’affermazione tutta da dimostrare a livello statistico. Come fare? Diciamo che generalmente più che provare in maniera seria se i numeri spia funzionino o meno si è più semplicemente limitatosi a fornire tabelle nelle quale si mostra come ci siano numeri in superfrequenza dopo l’uscita delle loro spie o precursori. D’altra parte questo è inevitabile in tutte i gruppi di estrazioni vi saranno numeri con maggiore e minore frequenza, con la differenza percentuale fra la frequenza che si assottiglia quando più turni estrazionali si tengono in conto. Calcolare le frequenze dopo il numero X significa pertanto solo restringere il numero delle estrazioni ad un sottoinsieme particolare che anch’esso conterrà numeri in superfrequenza. Ed infatti soprattutto quando per calcolare i numeri spia non si considera un numero sufficientemente ampio di estrazioni si verifica che gli “spiati” risultano essere spesso gli stessi per ogni spia e coincidenti con i numeri in superfrequenza. Facciamo un esempio per chiarire meglio la situazione: immaginiamo di considerare solo 100 estrazioni a tutte e di voler calcolare quale numero esce di più dopo il 5. E’ chiaro che se nelle 100 estrazioni esaminati il 21 è in superfrequenza molto più elevata degli altri numeri, anche restringendo il campo alle sole estrazioni dopo la sortita del 5 il 21 apparirà sempre fra i più frequenti. Vuole questo dire che il 5 è una spia del 21? Certamente no, in effetti è solo per così dire uno scherzo della statistica.

Quindi quando si vuole effettuare una statistica più accurata andrebbero presi in considerazione dei valori normalizzati, vale a dire dovremmo dividere le frequenze dopo le “spie” per la frequenza globale, per vedere se un certo numero esce con frequenza superiore alla sua media del periodo dopo la spia.

Operando nel modo sopra descritto abbiamo cominciato a vedere quante volte un numero è spia di se stesso, vale a dire l’uscita di un numero fornisce un’indizio della sua prossima risortita. In pratica ricerchiamo numeri che tendono a ripetersi (ovviamente su singola ruota). Infatti se vogliamo fare l’ipotesi che nel tempo si creano particolari condizioni estrazionali che favoriscono l’uscita di ben precisi numeri e che tali condizioni si possono determinare in base agli estratti precedenti, la prima conseguenza che se ne ricava è ovviamente che allora le ripetizioni di numeri dovrebbero essere maggiori di quelle attese dalle leggi statistiche in media. Abbiamo quindi effettuato una ricerca sui numeri spia esaminando le ultime 1000 estrazioni sulle 11 ruote e abbiamo fatto la classifica delle coppie (spia, spiato) più estratte tenendo conto di quanto visto in precedenza. Nelle prime 180 posizioni dovremmo avere in media 2 (180/90=2) coppie formate dallo stesso numero come spia e spiato. Ebbene nella nostra statistica sono state 5 le coppie siffatte più del doppio del valore atteso.

Questo è un dato da non sottovalutare che ci fornisce un primo indizio sulla validità della nostra teoria. Ma non ci fermiamo qui, continuate a seguirci nel prossimo articolo.