Lotto, 10elotto e SuperEnalotto: Sistemi, analisi statistiche, previsioni tutto gratis

E’ conveniente giocare un sistema ridotto?

Per rispondere completamente alla domanda del titolo dobbiamo prima fare un breve excursus nel mondo dei giochi a montepremi, quindi approfondiremo in dettaglio il problema dei sistemi ridotti nel mondo del lotto.

In particolare in questa sezione esamineremo:


Ridotti e giochi a montepremi

Per comprendere la vera utilità del sistema ridotto bisogna considerare che esso nasce nell’ambito dei giochi a montepremi come il Totocalcio, il Totogol ed il SuperEnalotto. Per questo tipo di giochi non bisogna pagare che una volta il costo della “colonna” da giocare, indipendentemente dal numero di categorie di vincita. Nel SuperEnalotto ad esempio la stessa colonna concorre sia per il 3, che per il 4, che per il 5, che per il 5+1, che per il 6. Non bisogna, ne è possibile, puntare di meno per gareggiare per una sola categoria di vincita. Volendo introdurre in gioco un elevato numero di estratti, le sestine possibili diventano presto un’enormità. Nasce allora l’esigenza del ridotto che si può spiegare in questo modo: dovendo scegliere fra tutte le sestine del mio sistema solo una piccola parte da giocare e non avendo preferenze particolari decido di scegliere quelle che con 6 punti sull’integrale mi garantiscono almeno il 3, il 4 o il 5. Se centro il pronostico sarò quindi certo di una vincita minima e con le stesse colonne, e quindi senza aumentare il costo del sistema, avrò anche una piccola possibilità di centrare la vincita piena ottenendo l’incolonnamento del sei.

Dal punto di vista prettamente statistico ovviamente le probabilità di guadagnare non aumentano se al posto di scegliere dal sistema di partenza a caso si sceglie un numero di uguale di colonne secondo lo schema di un ridotto. Vale a dire a parità di pronostico si vincerebbe o si perderebbe in media la stessa somma sul lungo periodo e si realizzerebbero lo stesso numero di 3, 4, 5 e 6.


I vantaggi dei ridotti nei giochi a montepremi

Chi si affida al ridotto ha due vantaggi per così dire psicologici:

  • quello di vincere più spesso anche se cifre minori per la migliore organizzazione delle colonne che risultano avere meno elementi in comune;

  • quello di conoscere in anticipo quali sono le condizioni, verificate le quali, almeno l’obiettivo minimo è raggiunto.

D’altra parte vincere più spesso significa periodi meno lunghi di attesa e quindi meno rischi di erodere tutto il capitale prima di ottenere vincite.

Infine il rendimento di un ridotto sul lungo periodo può facilmente essere calcolato con i programmi di sistemistica computerizzata e questo permette di documentarsi al meglio prima di procedere alla giocata.

Questi vantaggi, seppure non essenziali, sono comunque interessanti considerato che possono essere ottenuti senza spendere di più (e quindi a parità di convenienza economica) in un gioco a montepremi.


Ridotti e lotto

Il lotto, come tutti sapete, non è un gioco a montepremi ma è a quota fissa, questo significa non solo che la vincita non è variabile ma conosciuta in anticipo, ma anche che essa è proporzionale alla posta messa in gioco. Pertanto una combinazione può partecipare al gioco per più categorie di vincita solo puntando denaro per ciascuna delle categorie. E’ facile capire che questo cambia notevolmente le cose per quel che riguarda l’utilità dei ridotti.

Per rendere le cose più chiare facciamo un semplice esempio. Immaginiamo di voler giocare 21 numeri confidando di centrare 3 estratti della cinquina vincente. Una prima possibilità è quella di giocare un sistema ortogonale per terno che metterà in gioco tutti i 1330 terni possibili con i 21 numeri (in terzine o diversamente accorpati) garantendoci quindi il terno in caso che tre estratti della combinazione vincente appartengano al nostro pronostico. Se riteniamo la spesa di questo sistema eccessiva per il budget a nostra disposizione possiamo richiedere al software sistemistico di cui disponiamo di scegliere fra le 1330 terzine possibili con 21 numeri solo quelle che ci permettano di realizzare almeno un ambo nel caso in cui riuscissimo a centrare 3 numeri vincenti fra quelli del nostro pronostico. In pratica scegliamo un ridotto a garanzia dell’ambo. A seconda del software che utilizziamo avremo un numero più o meno elevato di terzine da giocare. Se il lotto fosse stato un gioco a montepremi avremmo giocato le nostre terzine (spendendo una cifra x per ciascuna di esse) garantendoci l’ambo e sperando nel terno grazie ad un incolonnamento fortunato con i vantaggi che conosciamo per i giochi a montepremi per questo tipo di sistemi. Il lotto però, come dicevamo, è un gioco a quota fissa e quindi dobbiamo scegliere se vale la pena di giocare: solo per terno, per terno e per ambo o solo per ambo.

Giocare per terno nel caso del nostro esempio è privo di senso poiché lo schema del ridotto non garantisce niente a proposito del terno e pertanto tanto varrebbe giocare completamente a caso. Tutti i vantaggi citati in precedenza per i giochi a montepremi sono nulli in questo caso. Se proprio si dispone di un capitale supplementare da voler investire tanto vale aumentare la posta sull’ambo o aumentare le combinazioni in gioco.

Non rimane quindi che giocare solo per ambo. Questo significa puntare alla vincita di categoria minore e quindi ad un guadagno minore pur di ridurre la spesa in gioco. Ma siamo sicuri che il ridotto riduce la spesa in gioco rispetto ad esempio ad un ortogonale? Certo un ridotto riduce il numero di ambi da giocare perché non li mette in gioco tutti come fa un ortogonale. D’altra parte l’accorpamento possibile per un ortogonale difficilmente è raggiunto dal sistema ridotto e quindi spesso il numero di bollette di un ridotto è superiore a quello dell’ortogonale. Considerato che ogni bolletta deve essere pagata almeno 1 euro è evidente che spesso è meno costoso un ortogonale che un ridotto. Nel nostro caso possiamo giocare un ortogonale di 21 numeri per ambo che si compone di 21 bollette di cinque numeri ciascuno. Volendo spendere il minimo possibile ipotizziamo una spesa di 1 euro per ciascuna cinquina. In tal caso spenderemo 21 euro per una vincita di 75 euro  (tre ambi) in caso di tre estratti e 25 euro in caso di due estratti centrati. Il sistema ridotto invece sarà formato da terzine (o terzine e ambi in qualche programma sistemistico più sofisticato) che saranno senza dubbio più di 21 e non permetteranno quindi una spesa minima cosi’ bassa. Inoltre ben più importante il rapporto vincita/spesa in caso di tre estratti sarà necessariamente più basso o al limite uguale (lo si può dimostrare). Infine in generale non sarà garantita la vincita dell’ambo in caso di due soli estratti, vincita certa, al contrario, utilizzando il sistema l’ortogonale.

Questo stesso ragionamento può essere ripetuto in maniera analoga nella maggioranza degli altri casi in cui si adopera un ridotto ottenuto a partire da un sistema integrale. Si giunge quindi alla conclusione che tali sistemi non sono convenienti per il gioco del lotto.

Al contrario il ragionamento fatto in precedenza non tiene nel caso in cui si parla di ridotti ottenuti a partire da sistemi condizionati. In questi casi infatti è possibile giustificare l’uso del ridotto per diminuire il numero di bollette considerato che un ortogonale (non essendo sottoposto a condizioni) contiene in generale un numero di giocate superiore.